Aflatossine nel latte

Come prevedere la contaminazione dell’aflatossina M1 nel vostro latte, in collaborazione con il Forage Team (prof. Borreani e dott.Tabacco) del Dip. di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari



Devono essere inseriti i dati relativi ai singoli alimenti, partendo da quelli più a rischio: priorità farine mais, cotone, pastone e concentrati (nucleo e misceloni)

  • inserire il tenore di Sostanza secca del singolo alimento (espressa in %)
  • inserire la quantità in razione espressa come TAL QUALE (quantità caricata sul carro miscelatore per animale)
  • inserire il valore di analisi del singolo alimento espresso in ppb o µg/kg s.s. (fare attenzione a come il dato è espresso sul referto di analisi)
  • inserire la produzione media giornaliera per vacca dell’azienda

PER UN CORRETTO FUNZIONAMENTO DEL TEST
TUTTI I CAMPI SONO OBBLIGATORI

Produzione media latte (kg/capo/giorno):  
Alimenti in razione Sostanza secca
alimento (%)
Quantità in razione
tal quale (kg/capo)
Analisi AFB1
ppb sul secco
Esempio
Esempio
1
2
3
4
5
6
Ingestione tal quale (kg/capo):  
Ingestione sostanza secca (kg/capo):  
Contenuto in AFM1 nel latte:  

L’eventuale utilizzo di sostanze sequestranti in razione può ridurre la contaminazione di AFM1 nel latte nell’ordine nel 6-9%.
L’efficacia dei vari prodotti commerciali può variare in funzione della tipologia di molecola impiegata, dei diversi livelli di contaminazione di Aflatossina B1 degli alimenti e delle modalità di miscelazione del prodotto all’alimento contaminato (il catturante deve essere aggiunto e accuratamente miscelato all’alimento contaminato e non, ad esempio, inserito nel carro miscelatore dopo aver introdotto tutti i componenti della razione).

 

Attività realizzata con il contributo della Regione Piemonte – Assessorato Agricoltura nell’ambito del progetto di ricerca “Analisi delle problematiche legate alla presenza di aflatossine nella filiera lattiero – casearia: studio del trasferimento dell’aflatossina B1 al latte e strategie aziendali per il contenimento del rischio di accumulo”.