La PEZZATA ROSSA torna in passerella alla fiera di San Giorgio di CASELETTE, domenica 15 aprile.

La PEZZATA ROSSA torna in passerella alla fiera di San Giorgio di CASELETTE, domenica 15 aprile.

Convegno tecnico sul progetto Dual Breeding.

TORINO. Continua il buon momento della Pezzata Rossa italiana che in Piemonte annovera circa 300 allevamenti iscritti e 6.500 capi affiliati al Libro genealogico. La vetrina di questa razza nobile e rustica a duplice attitudine latte-carne è a Caselette, nell’ambito della Fiera di San Giorgio che si tiene domenica 15 aprile nei capannoni accanto a piazza degli Alpini. Sul ring saliranno dalle 11 esemplari delle razze: Valdostana, Pezzata Rossa d’Oropa e Barà-Pustertaler. Dalle 14,30 alle 17 andrà in scena la Mostra regionale della Pezzata Rossa italiana, terza edizione. Responsabili della manifestazione – promossa dalle istituzioni locali, Città Metropolitana e Regione in collaborazione con l’Arap – sono il Capo Area-Arap Piero Paletto ed il tecnico Arap-esperto di razza Maurizio Pagge. Alla valutazione dei capi, contribuiranno i ragazzi dell’Istituto agrario Dalmasso di Pianezza.

Prima della passerella sul ring, alle ore 10, si terrà un convegno tecnico, organizzato dell’Associazione nazionale di razza-Anapri in collaborazione con Arap, sul progetto “Dual Breeding”, che oltre alla Pezzata Rossa riguarda le principali razze a duplice attitudine allevate in Italia. “Per la conservazione e lo sviluppo di queste razze e per la salvaguardia delle loro risorse genetiche – spiega Daniele Vicario direttore Anapri – il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 prevede il finanziamento di progetti ad hoc nell’ambito del comparto dei bovini a duplice attitudine. Per tutte le razze sono previste azioni di gestione riproduttiva in relazione alle nuove finalità quali il benessere animale, l’emissione di gas ad effetto serra, il miglioramento dell’efficienza riproduttiva e la salvaguardia della biodiversità, l’individuazione della resistenza genetica alle principali malattie di interesse zootecnico”.

A Caselette, la mostra della Pezzata Rossa è inserita in un’ampia cornice di eventi rivolti al grande pubblico: la rassegna della meccanizzazione agricola, delle attrezzature e prodotti del comparto zootecnico, il mercatino agricolo con le aziende di Campagna Amica della Coldiretti e le bancarelle di specialità tipiche, con il festoso accompagnamento del Corpo Musicale del paese. Una scelta precisa dell’amministrazione comunale, che con il sindaco Pacifico Banchieri e l’assessore all’agricoltura Roberto Rigoletti, invita i cittadini a vivere una giornata alternativa, in chiave country: “A pochi chilometri da Torino c’è la possibilità di scoprire un mondo dove la natura e gli animali sono protagonisti assoluti. Tra uno sguardo ai magnifici esemplari di Pezzata Rossa e una degustazione di prodotti a km zero, sarà una scoperta piacevole soprattutto per le famiglie con bambini”.

Osserva Paolo Odetti, presidente della Sezione provinciale allevatori di Torino dell’Arap: “Accanto alle più diffuse razze Piemontese e Frisona, la Pezzata Rossa si è ritagliata un suo preciso spazio grazie a operatori altamente professionali che intendono valorizzarne le peculiarità produttive. Il Comune di Caselette, che conta oltre 600 ettari coltivati a foraggio e mais destinati all’alimentazione del bestiame, si è rivelato un ottimo partner per i nostri allevatori specializzati nella razza”.

Fra questi allevatori di lungo corso, figura la famiglia Accastello, che alla cascina Grangetta per prima ha introdotto in paese i bovini di Pezzata Rossa, promuovendone la diffusione. Il nipote di patron Gianni, Andrea Magliana, sottolinea: “La Pezzata Rossa vuol dire un apporto nutrizionale di qualità superiore a tutto vantaggio dei consumatori. Noi siamo orgogliosi del nostro lavoro che ci ha portato a essere parte integrante della filiera del latte piemontese, come soci conferitori della cooperativa Compral. Oggi l’allevamento della razza Pezzata Rossa in Piemonte è ai primi posti dietro il Friuli, dov’è nata la razza, con margini ulteriori di crescita, perché la qualità è un obiettivo sempre più condiviso”.